Ale & Ale

Ale & Ale

Ale: Sai Ale, ultimamente ho riflettuto molto e credo che sia giunto il momento di esplorare nuove opportunità… hai presente quell’ambito a cui ti ho accennato qualche giorno fa? Ne parlano tutti, è un mercato che continua a crescere, dobbiamo entrarci, è un’occasione per mettersi in mostra e fare soldi veri!

Ale: Non lo so. Il fatto che in tanti ci siano entrati non significa che sia la scelta giusta per noi. Non è che stai prendendo in considerazione questa scelta solo perché ti sembra la più popolare? Non ti sembra un ragionamento da effetto carrozzone??

Ale: Beh, forse… Il fatto è che c’è molto potenziale in questo settore. È difficile ignorare i numeri e le storie di successo, guarda queste persone parlano solo di questa cosa!!

Ale: No Ale, secondo me stai ragionando sull’onda dell’entusiasmo e ti concentri solo sulle storie di successo che hai sentito. Hai mai esaminato bene tutto il contesto? Hai cercato storie di insuccessi? O di obiettivi sfumati? Non è che stai basando la decisione su alcuni esempi isolati solo perché più visibili?

Ale: Bhe, sì, non hai tutti i torti. Ma il fatto è che non posso stare qui troppo a pensarci, se scelgo di farlo devo sbrigarmi, se non colgo subito questa opportunità, potrei perderla.

Ale: Ale, tesoro, questo sembra un ragionamento irrazionale dettato dall’urgenza, tipo “non voglio rimanere indietro”, “non voglio perdere questa opportunità altrimenti non ne avrò altre”. Guarda che le decisioni affrettate spesso portano a degli errori.

Ale: Sì hai ragione. Però dobbiamo anche considerare che ho investito tanto in questo ambito in questo periodo: l’ho studiato, l’ho sperimentato, l’ho elaborato a mio modo, l’ho proposto.. non posso rinunciare a tutto, sarebbe come se avessi sprecato il mio tempo, le mie risorse.

Ale: No Ale no!! Ciò che ci hai speso (il tempo, i soldi, lo sforzo) non può comunque essere recuperato. Non puoi decidere di dedicarti ad un’attività solo perché ci hai investito tanto, le scelte vanno fatte valutando il potenziale futuro e non il passato. Quello che ci hai investito resta a te come esperienza, non necessariamente si monetizzerà.

Ale: Ok, hai ragione. Allora te la dico tutta, io credo che faremmo molto bene in quest’ambito. É un settore adatto alle nostre competenze e peculiarità, io mi ci vedo benissimo, so che ci piacerà anzi, lo adoreremo! Non sogni anche tu di trovare il lavoro perfetto per noi?

Ale: Ale, sai cosa penso del lavoro perfetto e cosa penso dei sogni. Non è la prima volta che ci caschi, ti ricordi? Ogni volta ti sembra perfetto, poi arrivano delle difficoltà e tu, invece di affrontarle, inizia a dubitare che in fondo non sia il lavoro adatto a te, che non sia il lavoro dei tuoi sogni e ce ne andiamo, di nuovo alla ricerca del lavoro perfetto che non esiste.

Ale: Sì, hai ragione tu. E quindi?

Ale: E quindi non lo so.

Questo è un esempio del dialogo interiore a cui io partecipo quotidianamente nella mia mente.

Discuto con me stessa di un sacco di cose. Parliamo dei pro e dei contro di ogni scelta, immaginiamo le conseguenze, ponderiamo i rischi, valutiamo più punti di vista.

Qualche volta ci supportiamo.

Altre volte ci massacriamo.

Qualche volta mi identifico più con una me che con l’altra. Qualche volta l’altra vorrei proprio eliminarla.

Ma ora ho capito una cosa. Anzi, se c’è una cosa importante che ho imparato nel corso di 18 mesi di #15JobsChallenge è proprio questa. Che nessuna ha mai pienamente ragione. Nessuna è più importante delle altre. E nessuna è di troppo.

Sono tutte parte di me e mi mostrano: 𝕔𝕠𝕞𝕖 𝕤𝕔𝕖𝕝𝕘𝕠, 𝒸𝑜𝓂𝑒 𝓅𝑒𝓃𝓈𝑜, 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐯𝐢𝐯𝐨.

𝓔’ 𝓬𝓸𝓶𝓮 𝓮𝓼𝓼𝓮𝓻𝓮 𝓪𝓻𝓻𝓲𝓿𝓪𝓽𝓲 𝓪𝓵𝓵’𝓲𝓷𝓽𝓮𝓻𝓷𝓸 𝓭𝓮𝓵 𝓶𝓮𝓬𝓬𝓪𝓷𝓲𝓼𝓶𝓸 𝓭𝓲 𝓾𝓷 𝓸𝓻𝓸𝓵𝓸𝓰𝓲𝓸. E guardarlo è molto più fantastico che comprenderlo.

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