Things-Done

Alessandra Brusegan #15JobsChallenge

L’altra sera ho avuto un’intuizione tenerissima che mi ha fatto sorridere e mi ha dato grande gioia.

Dunque, io sono abituata, da anni, a tenere e aggiornare la mia TO-DO list. Forse esagero, ma ne ho una quotidiana, una a breve termine e una a medio termine!!

E ogni volta che completo un task, semplicemente lo cancello. 

Qualche volta con una riga, qualche volta colorandoci sopra con un pennarello scuro.

Addirittura qualche volta rifaccio proprio la lista da zero, lasciando solo le cose da fare e togliendo completamente le cose fatte.  Come se non servissero più, come se fossero il passato, come se una volta “fatte” non fossero più importanti né degne di essere guardate.

È un po’ la mia prospettiva del fare, dell’andare sempre avanti, la prospettiva che mi ha salvato tante volte e che ancora mi salverà.

Ma l’altra sera il pensiero era diverso, mi sono chiesta quanto sarebbe pieno il mio cestino delle cose fatte se io le tenessi tutte.

E ho pensato che sarebbe pienissimo!

Ho progettato tante (tante) cose per il futuro e tutte aspettano la mia attenzione.

Ma ne ho fatte moltissime altre nei mesi scorsi, ho fatto cose che non mi aspettavo di riuscire a realizzare e cose che hanno occupato per settimane (qualcun addirittura per mesi) la mia to-do list senza riuscire a liberarmene…

E quindi ho iniziato a scrivermi anche un’altra lista: la lista delle Cose Fatte. Praticamente ho dovuto ricostruirla perché nemmeno me le ricordo le cose che ho completato, ma ci sono riuscita: ho riguardato le mail inviate, le telefonate fatte e il calendario delle settimane passate e mi sono accorta che la prospettiva è cambiata. Il mio sguardo si è ammorbidito e mi ha infuso un’energia straordinaria.

Ogni cosa fatta è diventata la prova del fatto che

sempre quello che voglio.

Che per quanto un task mi paia impossibile, alla fine riesco a portarlo a casa.

E che per quanto io odi gli imprevisti e le urgenze che si infilano nella mia giornata, anche loro contribuiscono ad arricchirmi trasformandosi in cose fatte senza quasi passare dall’elenco delle cose da fare.

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