Ho scelto la fila giusta?

Ho scelto la fila giusta?

Presente quando hai fretta, ma fretta-fretta, e devi passare al supermercato? Corri tra le corsie alla ricerca di quello che serve, riempi il cestino alla velocità della luce e arrivi alle casse. 

Valuti tutte le file e ne scelgi una. 

Ed eccoci: più hai fretta più la tua mente inizia a vagare, entra in uno stato parallelo di dubbi E domande E confronti E ipotesi E giudizi E congetture, e l’ansia sale.

Ho scelto la fila giusta? E se l’altra fila fosse più veloce? Quella signora si è messa in fila con me ed è già più avanti di me. E se chiedessi al tipo qui di farmi passare? potrei dire che ho fretta. Se avessi preso meno cose potrei andare alla cassa self e fare prima. Avrei dovuto guardare meglio prima di infilarmi qui.

Cosa faccio cambio? Forse è meglio se resto qui, vuoi vedere che se me ne vado va più veloce? Ma è la cassiera che è lenta o le persone che hanno troppe cose? Noo, deve riavviare la cassa?!?!! Non ci posso credere che sfiga. Gli altri vanno velocissimi e io che ho fretta sono ancora qua.

A me capita col lavoro.

Avrò fatto bene a scegliere di dedicarmi a questo? Forse ho sbagliato, dovrei cambiare. Forse è troppo tardi però. E se poi mi pento? Ma ho scelto l’ambito giusto? Forse dovevo mettere in chiaro alcuni aspetti prima. E se non mi stessi muovendo esattamente nella direzione in cui voglio crescere? Ma quanto tempo ci vuole prima di sentirmi davvero pronta per quella cosa? Chissà dove sarei se avessi accettato l’altro incarico?

Ci sono giorni in cui corro dietro a questi pensieri e mi ritrovo stanca-e-depressa e ferma al punto di partenza.

Giorni in cui non li ascolto neanche, ho un piano in fondo: non devo far altro che seguirlo e tutto arriverà.

E giorni, invece, in cui mi ascolto, in cui li ascolto, e capisco che non so rispondere.

Che forse, se devo restare in questa fila e in questa vita per altri 40 anni, mi conviene prenderla in modo più sereno.

Dimenticarmi questa maledetta fretta.

Prendere atto che ci vorrà più di quanto mi aspettassi.

Esercitarmi a stare su bene dritta con la schiena mentre aspetto.

Indovinare cosa preparerà per cena la tipa dietro di me.

Osservare le altre persone in fila.

Accettare il rischio che quella bottiglia di vino che quel signore ha appena appoggiato sul rullo trasportatore potrebbe cadere e rendere completamente inagibile la cassa.

E avanzare passo dopo passo apprezzando il fatto che mi sto muovendo.

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