Sono sono storielle

Sono sono storielle

Sui social, sui blog e sui giornali si leggono sempre #storie bellissime, successi straordinari, vicende a lieto fine di #eroi che hanno scelto la loro #missione, ci hanno lavorato incessantemente per mesi e hanno sfondato.

#Raramente si leggono le parti buie, i momenti in cui quegli eroi hanno avuto paura di aver scelto la missione sbagliata o che, pur impegnandosi, non arrivano a nessun risultato e addirittura gli sembra di perdere tempo.

#quasimai si legge di persone che hanno incarichi non esaltanti, frustranti o che ogni giorno si chiedono se stiano facendosi del bene o del male, lavorativamente parlando.

Io invece penso che siano proprio questi i momenti che andrebbero raccontati. Sono queste le storie di difficoltà che ci farebbero sentire #piùvicini#piùsimili. Credo siano queste le riflessioni utili da leggere, quelle di altri #esseriumani che hanno alti e bassi, che non sono sempre super-entusiasti, super-fighi, al massimo della forma e dell’umore. 

Perché non iniziare a condividere anche le delusioni?  
O i momenti difficili?

Ecco, per esempio, io l’anno scorso mi trovavo proprio in una storia così: avevo incarichi decisamente scoraggianti per tante ragioni, budget risicati, persone che continuavano ad andarsene, clienti spocchiosi … ed è dentro questa situazione infelice che è nata la mia idea di #15JobsChallenge.
Mi ero stufata delle difficoltà imposte dagli altri, volevo scegliermele da sola le mie challenge. E solo ora mi sembra evidente! 
Anche io me ne sono andata, è stata la mia #greatresignation.

Perché è successo? 
1.    Prima di tutto perché quando si è dentro ad una situazione negativa, purtroppo, ci inizia a fare caso soprattutto agli aspetti negativi, ingigantendoli peraltro. Tipo: “Oggi addirittura mi ha detto dove mettere le virgole!”.
2.    Poi, inizia un circolo vizioso perché, a furia di fare caso agli aspetti negativi, si diventa iper-consapevoli di ciò che non ci piace e ci si orienta automaticamente nella direzione di cercare cosa non va, minimizzando gli aspetti positivi.
3.    E alla fine si arriva alla fatidica domanda: “Ma cosa sto facendo della mia vita?”. 

E purtroppo, chi – come me – è cresciuto con la convinzione che ognuno abbia un #talento speciale da far fiorire (come Dumbo, Pollicino, Harry Potter, Mulan, Steve Jobs …) si chiederà sempre se sta davvero orientando la sua vita nella direzione di far fiorire quel talento e di cambiare il mondo con il suo dono… ed è lì il problema!!

La verità è che non si può confrontare la propria vita con quella dei personaggi di una #storiella

Perchè tutte quelle che leggiamo sono storie e storielle, molto ben raccontate peraltro: le vite dei personaggi mitologici, degli eroi delle favole, le vite dei samurai, dei profeti, dei santi e anche quelle dei super-fighi di LinkedIn!

Ecco, confrontiamoci tra esseri umani e non tra personaggi!!

⇐⇐⇐LEGGI ARTICOLO PRECEDENTE ⇐⇐⇐

➜➜➜LEGGI ARTICOLO SUCCESSIVO ➜➜➜

Lascia un commento