La baseline della felicità

Alessandra Brusegan #15JobsChallenge

Mi vergogno un po’ ad ammetterlo, ma in queste settimane ho provato una strana emozione, quasi un’apatia.

Mi spiego meglio. Ho approfittato dell’estate per lavorare esclusivamente al progetto #15JobsChallenge: ho cercato i nuovi lavori, incontrato le aziende, insomma, ho pianificato l’avvio dei prossimi #jobs, e in particolare dei prossimi 3 che saranno proprio uno dopo l’altro, senza interruzioni. 

Inizio il #Job3 tra un paio di giorni e gli altri seguiranno a ruota.

Un vero successo in effetti. Sono soddisfatta dei riscontri. Ho trovato task che hanno dei livelli di difficoltà in linea con le mie attese e con l’obiettivo della challenge. Benissimo! Eppure… eppure non cammino a 3 metri da terra come facevo all’avvio di questo mio sogno. Cosa succede? Non mi sarò già stancata? 

È vero che ho una decisa tendenza ad annoiarmi a fare le stesse cose, ma non è questo il caso, sono 3 mesi che cambio ruotine ogni giorno!! Deve esserci qualche altra ragione. 

La risposta l’ho trovata nella scienza, anzi, nella psicologia. C’è un fenomeno che spiega questa mia sensazione, si chiama Hedonic treadmill o Teoria dell’adattamento, se vogliamo dirla in italiano. Dice, più o meno, che, come esseri umani, abbiamo la tendenza a ritornare ripetutamente (e rapidamente) al nostro livello di felicità di base, indipendentemente da ciò che ci accade, che siano eventi molto positivi o molto negativi o importanti cambiamenti nella vita.

Scoppiamo di gioia e, dopo un po’, passa tutto.

Addirittura, sembra che ognuno di noi abbia una sua personale baseline, una specie di livello di default intorno a cui continuerà a gravitare anche dopo aver vinto la lotteria. Succede dopo un viaggio meraviglioso, dopo un obiettivo raggiunto, dopo aver ottenuto una promozione tanto attesa, ma funziona anche all’opposto per fortuna, dopo una perdita importante, dopo un dolore estremo.

E questo è quello che ho provato io. All’inizio ho sperimentato un picco di felicità esagerato ma, con il passare del tempo, mi sembra che la sensazione di felicità si sia ridotta, anche se non fino al livello precedente. Sono sicura che la baseline questa volta è più alta di quella a cui tornavo in passato, prima di questa challenge. E anche questo è provato scientificamente!! 

Gli studi provano che la baseline non è fissa, immutabile o geneticamente predeterminata, c’è sempre un margine di miglioramento. 

E sono le nostre azioni, i nostri pensieri e i nostri atteggiamenti a giocare un ruolo importante perché la verità è che la felicità non si cerca, si costruisce con impegno.

E le ricerche sull’impegno hanno rilevato che gli individui che cercano di utilizzare i propri punti di forza in modi nuovi ogni giorno per una settimana sono più felici e meno depressi dopo sei mesi (Seligman, Steen, Park, & Peterson, 2005).

Ecco, durante tutta questa settimana farò proprio gli stessi esercizi proposti in questo studio.

Lunedì prossimo i risultati!! Stay Tuned.

⇐⇐⇐LEGGI ARTICOLO PRECEDENTE ⇐⇐⇐

➜➜➜LEGGI ARTICOLO SUCCESSIVO ➜➜➜

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *