My lean life

My lean life

Per il #Job6 della #15JobsChallenge sto lavorando alla progettazione e alla realizzazione di un e-commerce: si tratta di un progetto ambizioso in cui si fondono diverse competenze che io, però, ho solo in parte. 

Questa considerazione, ovvio, non mi ha fermato ma mi ha spinto a studiare tutto ciò che non so. Per esempio: 

  • l’ottimizzazione della user experience, per creare un sito facile e intuitivo
  • le metriche e i KPI, per il monitoraggio dei risultati
  • i paid ads e il loro funzionamento per la massimizzare la visibilità.

E in questo viaggio-studio ho scoperto un punto di vista speciale (quello di Eric Ries in Lean Startup) che all’e-commerce applica gli stessi concetti della lean organisation, che poi, sono tra i miei preferiti da sempre.

Adoro l’approccio snello e flessibile con cui suggerisce di affrontare ogni passaggio nella gestione del progetto, ma più di tutto adoro che gli stessi suggerimenti andrebbero applicati anche per affrontare la vita!!

La ricetta di base è: creare un prodotto minimale ma completo —> lanciarlo anche se non è perfetto —-> testare rapidamente le ipotesi e —> imparare dalle esperienze negative – sempre abbracciando l’incertezza.

Build-Measure-Learn in un loop continuo.

Ed ecco perché a me sembra una ricetta per la vita!!

1.Creare un prodotto minimale significa metterlo sul mercato e stare a guardare la reazione, misurare come viene utilizzato e imparare dalle informazioni e dai feedback che si riescono a raccogliere per poterlo migliorare: questo significa che nessun prodotto può mai considerarsi finito/definitivo/approvato: deve rimanere in continua evoluzione e cambiare per soddisfare sempre meglio le esigenze dei clienti che mutano ed evolvono.

Come noi alla fine, la nostra identità e personalità non possono essere fisse/irremovibili/statiche, dobbiamo continuare a mutare per adattarci alla vita!

2. L’idea di base quindi è lanciare il prodotto sul mercato non appena ha le condizioni minime per entrarci, ed è illuminante secondo me. Quante volte un progetto di lancio di un prodotto si fossilizza nella ricerca della perfezione e, alla fine, non parte, semplicemente si spegne. Anche perché nel frattempo sono cambiati i bisogni, le persone… 

E lo stesso vale nella vita. Se aspettiamo di essere dei professori su qualcosa o di essere impeccabili in una certa abilità, semplicemente, non ci lanceremo mai. E invece, bisogna andare, bisogna partire, provarci con l’idea di aggiustare la rotta in corsa!

3. Un altro principio innovativo della lean start-up è l’importanza di testare le ipotesi. In un e-commerce, ad esempio, le ipotesi date per vere sono ovunque: “Secondo me così va bene.” o “Di sicuro ai clienti piacerà”. LA regola è che nulla va preso come input se non è verificato: mai basarsi su intuizioni/opinioni/pre-giudizi senza che siano confermati. 

Prima di adottare una soluzione bisogna testarla, anche in modo rapido ed economico, ma testarla: provare a vedere se funziona davvero. o no.

E nella vita è lo stesso. 

Mai dire Questa cosa non fa per meIo sono negata in quello o anche Di sicuro non troverò quello che cerco…  i pre-concetti e i pregiudizi su ciò che siamo o su ciò che possiamo attenderci dagli altri derivano (in gran parte) dalle nostre paure inconsce e prenderli per veri significa negarsi mille opportunità di imparare e crescere.

4. Ma il concetto chiave della lean organisation che più mi coinvolge è “fail fast, fail often”. In un e-commerce, questo sembrerebbe all’ordine del giorno: un ad che non converte, un processo di checkout che non viene concluso, un cliente che manda un feedback negativo. 

Al solo pensarci ci sembrano cose da evitare! Oddio, e se succede e cosa si fa? Si perde entusiasmo, ci si colpevolizza e ci si concentra sulla barriera anziché sul cercare un’altra soluzione. 

E invece la chiave è imparare dalle esperienze negative e adattarerapidamente la strategia per evitare di commettere gli stessi errori in futuro.

Come la vita: i feedback negativi, gli stop sul percorso, i divieti che si trovano non dovrebbero fermarci o tagliarci le gambe, dovrebbero semplicemente farci deviare e cambiare strada senza farci mai smettere di continuare a provarci.

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