Ladies & Gentlemen: La metacognizione

Alessandra Brusegan #15JobsChallenge

Sto vivendo settimane difficili, intense e ricche di sfide e mi accorgo che, proprio in questa situazione di difficoltà&discomfort, il conflitto mind vs emotions è quotidiano. Ho delle intenzioni nobili e condivisibili: l’orientamento verso la mia crescita e l’impegno a superarmi sono direzioni eccellenti, mi stanno trasformando e adoro i risultati. Ma. Ma spesso, dentro, provo questa specie di re-pulsione ribelle a non seguire la strada che mi sono prefissata. Non ho ancora capito bene perché, è abbastanza recente come sensazione, ma la sento e la documento.

Sento quel branco di piccole me primitive che cercano di trascinarmi nella direzione opposta a quella dettata dalle istruzioni della mente. Sento che vogliono scappare da questi compiti, cercano comfort, cercano ozio. “Non vogliamo alzarci così presto!” “Non vogliamo fare le telefonate!” “Vogliamo pizza e cioccolatini!”. E la mia mente inorridisce!!! La sento che le richiama, le tira ancora più forte, le minaccia.  Sento che le umilia quando non fanno quello che lei vuole. Lei sa vedere i miei punti deboli: ci infila un coltello e lo rigira nella piaga fino a quando fa davvero male, praticamente la mia peggior nemica.

Vedo queste due parti di me che si maltrattano, sento che si dicono cose terribili. La mia mente mi chiede di più e io vorrei qualcos’altro: la mia parte istintiva vorrebbe incarichi più creativi e meno rigidi ma io insisto a mantenerci “allineate al progetto”. Mi rimprovera quando non faccio abbastanza e mi massacra quando sbaglio.

Un’opera teatrale praticamente, anzi, una tragedia in cui mi sento, da qualche giorno immersa, intrappolata.  Ma oggi, finalmente, un’intuizione sillogistica: se riesco a vedere così bene queste 2 parti di me, se riesco a distinguerne le voci, a decifrarne le intenzioni… allora io non sono nessuna delle due.  Allora loro sono solo i miei pensieri. Io sono quella che li guarda, che li ascolta.

Eccola, questa è pura metacognizione, è la massima espressione di quell’auto-osservazione dai propri fenomeni cognitivi che regala distanza e pace.

Quelle due parti in conflitto, non sono me, sono solo i miei pensieri. E ora che li vedo, mi sembrano più accessibili, più vicini da toccare e da cambiare!

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