Che fatica uscire dalla comfort-zone!

Alessandra Brusegan #15JobsChallenge

Il primissimo obiettivo della mia #15JobsChallenge è quello di farmi uscire, ogni giorno, dalla mia zona di comfort, 1) per mettere in moto la mia capacità di reagire in modo diverso, 2) per attivare risorse ignote e 3) per consolidare nuovi comportamenti.

E, senza dubbio, è la parte che preferisco! La sensazione di trovarmi in uno stato mentale sempre inedito è una ricompensa meravigliosa, ogni volta.

Eppure…. né il fatto che io lo desideri ardentemente nè il risultato gratificante che ne consegue rendono SEMPLICE il passaggio. Ogni volta devo trascinarmicostringermi ad uscire perché, istintivamente-inconsciamente me ne resterei lì, dove sono.

Un esempio reale: quando sono fuori dalla porta di un cliente sento come qualcosa che mi blocca le gambe e non vorrebbe che io bussassi, mi inchioderebbe al terreno piuttosto che farmi entrare ad espormi. E ogni volta è lo stesso teatrino: 

“No, non entrare, tanto ci dice di no”.

“Ma se non entriamo, come facciamo a saperlo?!?”

“Te lo dico io, non sei brava. Andiamocene.”

E io la vedo chiaramente. È una parte specifica della mia mente quella che la pensa così, la parte automatica, l’autopilota. Quella che ricade sempre nello stesso vecchio percorso, che di fronte ad un nuovo stimolo reagisce sempre nel modo che conosce. Quella che inventa un sacco di scuse pur di non esporsi al disagio.

E le scuse sono sempre le stesse: sarai rifiutata, non ce la fai, non fa per te, cosa diranno gli altri, non perdiamo tempo, non guadagni abbastanza, tu sei più brava in altre cose.

Ormai le conosco e, per fortuna, so distinguere da dove vengono e, ora, so anche come accantonarle.

Comunque è incredibile per me: io credevo di potermi fidare dei miei pensieri!! E invece scopro che non posso farlo, non sempre almeno. E la discriminante è il colore della loro voce: i pensieri di crescita sono blu, sono calmi e guardano in avanti e sì, quelli vanno seguiti e apprezzati. I pensieri di stallo no, sono neri e ansiosi, derivano dalla paura, dal passato e sono solo risposte automatiche che vanno ignorate.

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