Quando indosso l’inglese

Alessandra Brusegan #15JobsChallenge

Nei giorni scorsi sono stata ad Amsterdam per il secondo incarico della #15JobsCchallenge, e ho avuto numerosi contatti con persone diverse, gran parte dei quali in inglese. Il mio è un inglese abbastanza efficace e completo ma, in realtà, è un inglese di lavoro fatto di termini sobri, tecnici e di poche sfumature.

Per esempio, così a freddo, in inglese direi: 

This challenge is putting myself in contact with many elements of my inside-self that I didn’t know before.

In italiano, invece, potrei dare a questa espressione diverse profondità e colori:

Mi sembra di avvicinarmi in incognito ai miei bias più nascosti e radicati.

La sensazione è di sfogliare la mia identità e scoprire pagine a cui non ho mai avuto accesso prima.

Mi sembra di spingere contemporaneamente contro tutte le pareti dei miei limiti, ho perso la mia forma iniziale e, ora, i miei contorni sono tutti sfumati e indefiniti.

Dunque: ora che le ho scritte in italiano, posso facilmente tradurre queste sensazioni in inglese. Ma il punto è che queste immagini non mi sarebbero mai uscite se fossi stata nella situazione di descrivere, velocemente, in inglese, la #15JobsChallenge.

E anche questa è stata una rivelazione per me. Quando indosso l’inglese sono meno me stessa, so essere più incisiva, più determinata. Ho meno sfaccettature, meno colori e – a parità di contesto – restituisco un’immagine più affidabile, composta e meno insicura.

E me ne accorgo da come mi guardano le persone, da come reagiscono alle mie parole. Ecco: un’altra prova del fatto che le parole che scegliamo di pronunciare danno forma a ciò che siamo, influenzando non solo la percezione che di noi hanno gli altri, ma anche il nostro stesso atteggiamento.

Nella conversazione in italiano ho accesso al set completo dei cassetti del mio vocabolario, incluse le sensazioni, le incertezze, le esitazioni… e così il mio linguaggio inizia ad ondulare, ad ampliarsi, a flettersi mostrando tutto ciò che ho dentro. Ed evidentemente chi mi ascolta se ne accorge!

Come ottenere un linguaggio e un atteggiamento più composto?

Come fare, quindi, a trasferire quella sobrietà nei miei contatti quotidiani di lavoro, di vendita?  Come riuscire ad assumere lo stesso atteggiamento asciutto e composto?

Io amo il mio arcobaleno di pensieri, ma non mi è utile! Almeno, non in questa fase di apprendimento!!

Potrei inibirmi l’accesso ad alcuni cassetti, ma come?

  1. Potrei prepararmi studiando le parti a memoria, senza adattare continuamente le spiegazioni a chi ho davanti, ma richiamando sempre e solo alcuni termini
  2. Potrei sforzarmi di parlare più velocemente, impedendo quindi al mio cervello di cercare le parole migliori accontentandomi di quelle più veloci anche se più imprecise…

Qualcuno ha altri suggerimenti?

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