Cosa vorresti sembrare?

I miei clienti lo sanno: io credo nella narrativa copionale. Credo nello sforzo di mettere per iscritto il futuro che desideri creando, così, una strada da seguire.

Chi vuole crescere, cambiare, trasformarsi deve decidere da che parte andare e metterselo bene per iscritto. Questo è un modo straordinario per tenere un ritmo, per darsi delle regole e per non cadere nell’improvvisazione!!

Cosa speri di comunicare?

A cosa punti? Cosa vuoi che si dica di te? Che obiettivo ha la tua comunicazione?

Questo dell’obiettivo è un punto importante da specificare perché aiuta a cercare, e mantenere, un focus sempre adeguato e sempre costante.

La comunicazione, per un’azienda, per un professionista, per chiunque, è e deve essere un’occasione di visibilità.

Visibilità significa qualcosa tipo:
– Non mi conosci, e non sai cosa ti perdi.
– Pensa a cosa potrei fare per te. 
– Se vuoi che collaboriamo sai dove trovarmi.

Ma potrebbe voler dire anche:
– Sono un professionista unico nel suo genere.
– Mettimi alla prova e ti accorgerai del mio valore.
– Clicca qui per conoscermi meglio.

Oppure:
– Guarda che belli che sono i servizi che offro.
– Pensa a quanto sarebbe utile per te in questo momento.
– Questo servizio è in promozione, chiamami.

Sembrano tutti uguali, ma in realtà sono sfumature diverse, dettagli.

Scegliere che sfumatura dare è molto importante perché determinerà l’orientamento. 

Poi, certo, qualche volta si potrà scegliere un focus diverso, ma la volta successiva si deve tornare nella direzione scelta per non mischiare tutto per mantenere coerenza-solidità alla comunicazione che, alla fine, deve sempre dire la stessa cosa per convincere di essere vera e credibile e raccontare una persona che è una sola alla fine.

Questa direzione, poi, aiuta anche lo sforzo creativo: sapere dove battere farà creare messaggi diversi, ma tutti con lo stesso orientamento chiaro e inequivocabile, un binario che aiuta invece che intrappolare perché è una scelta permanente, una casa a cui tornare sempre.

La comunicazione di un’azienda deve essere piacevole e NON dovrebbe (sempre) avere obiettivi diretti connessi con la necessità di vendere.

Anzi, nella mia immaginazione, dovrebbe far solo immaginare il sapore di ciò che si vende, portare il cliente a desiderare di assaggiare quel prodotto.

Il racconto che si sceglie di deve essere intrigante perché l’obiettivo è che chi legge dica: “vorrei anche io essere loro cliente”, “vorrei anche io essere nelle mani di quelle persone.”

In sostanza: ogni cosa che fai deve essere raccontata puntando la luce sul vantaggio che ne deriva al cliente e sulla sensazione che genera su di lui.
Una volta instillato il desiderio di avere un servizio o di essere trattati in un certo modo, poi la strada è in discesa. 

Moolto interessante!

Abbiamo detto che il centro di tutto sono i clienti, o meglio, come tu fai sentire i clienti.

La comunicazione funziona – attrae – incuriosisce – scava – apre la porta quando è “interessante”. E la vera definizione di interessante è una sola secondo me: deve parlare di chi legge. 
Sei più interessato a leggere un articolo in cui si parla di un terzo o in cui si parla di te?
A capire il perché di un problema in generale o di un problema che ti riguarda?
A vedere una foto del futuro di altri o del tuo?

Questo è il vero segreto nella comunicazione (soprattutto web e a distanza): parlare ai clienti di loro, senza nomi ovviamente, ma facendoli immergere in un racconto che, guarda caso, li riguarda personalmente e perfettamente perché ricalca i loro problemi reali.

Una volta ho sentito un esperto di comunicazione persuasiva dire questa verità luminosa che ti rivelo proprio come un segreto: “Dai voce a quello che sento dentro, a quello che non ho mai detto a nessuno, e avrai la mia fiducia per sempre”. 

Ecco, io a questo credo. Se tu ad una persona mostri e dimostri di averla capita, lei si aprirà con te e ti metterà in testa alle sue preferenze. Secondo me vale con le aziende, con i clienti, con gli amici.
Più la comunicazione è precisa e personale, più è chirurgica. 

Attrae meno clienti forse, ma li coinvolge di più e li avvicina davvero perché crea un rapporto quasi intimo.
È un po’ come conversare con 2 persone ad un tavolo oppure fare un comizio. 
Cambia lo sforzo di voce e presenza fisica che devi fare, cambia il messaggio e cambia anche il risultato. Al tavolo puoi parlare con un tono di voce umano, convincere avvicinandoti e senti a pelle chi ti seguirà e chi no, e puoi orientare lo sforzo.
Nel comizio devi urlare di più, muoverti di più, parli a tutti in modo indistinto e, da dove sei, non capisci chi avrai davvero convinto.

E non solo: per mostrare che tu risolvi davvero i problemi, devi dimostrare di conoscerli bene. 
Diverso è dire: questo detersivo ti fa pulire bene le stoviglie rispetto a dire: questo detersivo stacca ogni residuo di cibo attaccato alla teglia. Il secondo mi fa subito avvertire che, chi parla, lo conosce davvero il problema e mi fa pensare che lo risolva meglio, no?

Per ognuno dei problemi che risolvi, quindi, dovremmo mettere dei dettagli su cui battere sempre. Periodicamente, ciclicamente ma ripetutamente.
Scegliamo questi dettagli!! Cosa dobbiamo sforzarci sempre di illuminare?

Con i nostri servizi potrai”:

  • essere più felice?
  • rendere qualcuno più felice?
  • vendere di più?
  • guadagnare di più?

A chi parlerai?

E ora i clienti! Iniziamo dalla chiara definizione di chi vorresti come cliente. 

Chi sono i tuoi clienti ideali? Che lavoro fanno? 
Sono privati o aziende di produzione o distributori?

Quanti anni hanno? Cosa amano? Cosa temono?

Quali sono le loro aspettative? E quali le loro attuali strategie?

Diamoci anche un range di dimensione. Pensa al prezzo a cui ti va di vendere le tue prestazioni, chi può permettersi quelle cifre?

Continuiamo insieme?

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